Eccomi qui. Come candidato sindaco di Lecco.

Per gli Acquatesi, beh… non è la prima volta che parlo in un microfono in questa piazza, o sul sagrato, o all’oratorio.
Voi mi conoscete.

Ma oggi è diverso.

Essere qui ad Acquate questa mattina presentandomi a tutti i Lecchesi come loro candidato sindaco… è un bel passo.
Ma come “candidato sindaco”, ecco non si era ancora visto.
Ma che cosa gli è saltato in mente? Mi hanno chiesto. Chi te l’ha fatto fare? “Ma l’è vera che l’ha mulà el laurà per fa il sindec?”.
Si è vero. Il mio lavoro come Direttore dell’Api di Lecco non mi permetteva di essere contemporaneamente “neutro” e “schierato”. Quindi ho dovuto scegliere.

E ho scelto Lecco.

Dopo vent’anni di lavoro nel settore privato, ma con sempre un’attenzione forte alla comunità, Ecco la scelta di dedicare il mio tempo, una parte forse importante della mia vita, per certi versi la migliore, tra i 40 e i 50 anni, a servizio della mia città.  Una scelta che a ben guardare viene da lontano, in linea con il mio percorso di vita, di studi e di carriera, e che mi ha portato a dire:

ecco, ci siamo: questa volta tocca a me.

Qual è la prima cosa da fare se vuoi fare il sindaco, e farlo sul serio? Metterti a studiare! Ed è quello che sto facendo, in queste settimane, tutti i giorni, con incontri tecnici, a Lecco e con esperti fuori città.

Ecco, noi ci siamo perché crediamo ad un modo diverso di fare politica, partendo dall’amministrare bene questa città, facendo funzionare bene le cose che servono, magari a partire da quelle più piccole, sotto gli occhi di tutti, e uno si chiede come mai non hanno ancora riparato quel cestino o quel pezzetto di marciapiede.
Non sono sufficienti le “buone intenzioni” per governare una città, o catturare gli umori della gente. Non è sufficiente neppure il “buon-senso”. Oggi non serve a nulla il semplice dare “buon senso” se non siamo capaci di dare un “senso Buono” al vivere insieme.

Il primo soggetto, in ordine di tempo, che mi ha interpellato domandando la mia disponibilità a candidarmi è stato il Partito Democratico. Poi, di seguito, sono giunti una formazione civica, “Ambientalmente”, quindi una lista storica “Con la Sinistra cambia Lecco”, recentemente anche “Italia Viva”.
Oltre a questi quattro soggetti darò vita ad un’altra lista civica, la Lista del Sindaco, aperta a persone che non si sono mai impegnate direttamente in amministrazione, ma che hanno a cuore la nostra città e hanno dimostrato capacità nel mondo del volontariato, delle professioni, dell’impresa. La lista si chiamerà “Fattore Lecco”.
Ecco, sono il candidato sindaco di una coalizione di centro sinistra che al momento raggruppa 5 forze con cui da settimane stiamo lavorando con piglio non ideologico ma pragmatico: già confronto serrato sui problemi, anche i più spinosi, che sfocerà nel programma elettorale, tra alcune settimane.

Dunque: Eccoci, si parte! 
Che cosa vogliamo fare a Lecco nei prossimi 5 o 10 anni?

Le TRE ERRE

Ri-conoscersi

Lecco è una città in continuo movimento e ha bisogno di ri-trovare se stessa, in maniera viva e nuova, in luoghi, valori, persone.

Luoghi simbolo della città, come il Campanile, il Resegone, e luoghi per ri-generare un tessuto urbano vivibile, sostenibile, percorribile, attraversabile, con i Rioni come Anima della città.

Valori tipici della lecchesità, come l’operosità, l’aggregazione, la capacità di innovare, che oggi cambiano e si rafforzano in una città in continuo cambiamento e interconnessa con i paesi limitrofi e Milano.

Persone come i lecchesi per nascita, ma anche e soprattutto i lecchesi per scelta, che oggi sono anche stranieri che arricchiscono il tessuto sociale.

Reti

Lecco non basta a Lecco e crescerà se sarà capace di inserirsi in flussi più ampi. In reti di trasporti, ferroviari e stradali, per potenziare e rendere efficienti i collegamenti con Milano, Bergamo, la Valtellina. E in reti territoriali, come Capoluogo di provincia che si mette al servizio e collabora con i comuni minori.

In reti di conoscenza, come il Politenico, un’eccellenza mondiale che è per la nostra città la vera Fabbrica del futuro. E in reti culturali, con strutture adeguate per ospitare concerti, eventi, festival, e accogliere l’eccellenza in città.

In reti sociali, in una logica di ​sussidiarietà reale una rete di soggetti pubblici e privati, scuole, associazioni, che tengono unito e vivo il tessuto connettivo della città.

Ritmo

Ovvero del Sindaco, di dettare la cadenza e la priorità con cui si faranno le cose.

Ci sono temi su cui bisogna andare spediti perché è il tempo dell’attuazione tecnica, come il Bione, il Teatro, l’Ostello, il Porticciolo.

Su altri temi serve invece un passo più cadenzato, perché sono temi di lunga portata con un percorso di 10 anni. Come il Lungo Lago, la Piccola, i Piani d’Erna: le tre vecchie e nuove piattaforme di Lecco, che sono “piattaforme versatili”, funzionali, intelligente, infrastrutturate, connesse.

E poi c’è il ritmo che si sceglie di avere come cittadinanza, il ritmo degli ultimi, di chi ha bisogno. Scegliere di stare anche al ritmo dell’ultimo perché non si senta solo è ciò che fa nobile una città.

Chiedo ai lecchesi il coraggio di crederci. Il coraggio di credere che insieme possiamo percorrere questo viaggio.
Come scriveva Nelson Mandela, “Il coraggio non è mancanza di paura,
ma la consapevolezza che raggiungere la meta, è più importante della paura stessa!”
Ecco, per questo noi ci siamo!